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Rifiuti illeciti dal Sud smaltiti tra Milano, Lodi e la Calabria: arrestate 11 persone

Non c’è fine al peggio quando si parla di smaltimento illecito di rifiuti in Italia. Le ultime notizie arrivano dai Carabinieri Forestali dei gruppi di Milano, Lodi, Pavia, Torino, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di undici persone.

Secondo gli inquirenti avrebbero riempito di rifiuti illeciti capannoni abbandonati nel Nord Italia e ne avrebbero seppelliti altri in una cava dismessa in Calabria. Queste stesse persone sarebbero anche connesse al giro illecito responsabile del rogo di Corteolona (in provincia di Pavia).

Stando a quanto rivelato dalle autorità, il volume complessivo dei profitti derivanti da questa attività illecita ammonterebbe a oltre un milione e 700mila euro solo nel 2018.

Nei capannoni del Nord Italia arrivavano anche tonnellate di rifiuti, compresi umido e indifferenziato, da Napoli e Marcianise, che venivano trasportate in Lombardia tramite la Smr Ecologia srl di Busto Arsizio (Varese).

Riempiti i magazzini locali, la restante parte finiva in Calabria in zone a vocazione agricola e paesaggistica, anche vicino al mare.
Como, Varedo (nell’area ex Snia), Gessate e Cinisello Balsamo sono le aree interessate dall’indagine al Nord, mentre in Calabia i rifiuti finivano in una cava a Gizzeria (Catanzaro), dove già nel 2014 erano state scoperte armi e droga in fusti interrati, e nella Cava Parsi a Lamezia Terme.

Nel corso delle indagini sono state sequestrate 14mila tonnellate di rifiuti. Il principale indagato è Angelo Romanello, calabrese definito il «dominus del sodalizio», arrestato a Erba, dove abita. Con lui è finito in carcere anche Maurizio Bova, originario di Locri. Per le altre nove persone coinvolte sono stati chiesti i domiciliari. Tra di loro, si apprende, anche una consulente ambientale, iscritta all’albo in Lombardia, che operava per consigliare le migliori modalità di smaltimento illecito.

Si tratta dell’ennesima brutta scoperta che riguarda un’emergenza, quella dei rifiuti smaltiti illegalmente, che riguarda tutti, da Nord a Sud e di fronte alla quale non si può più far finta di nulla.

Già nel 2016 vi avevamo mostrato lo stato di degrado in cui versava il Parco di Migliarino, in una frazione di Pisa, dove sorgeva una discarica abusiva a cielo aperto, dove i rifiuti venivano incendiati e sprigionavano fumi tossici.


Solo la scorsa settimana, poi, vi avevamo parlato di una nuova “Terra dei fuochi” questa volta in Puglia, che fa temere per la salute di migliaia di persone.