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Arrestati gli Italian Bonnie & Clyde, ecco l'inchiesta di Striscia e l'intervista a George Clooney

La notizia che gli Italian Bonnie & Clyde Vanja Goffi e Francesco Galdelli sono stati arrestati in Thailandia ha fatto il giro del mondo. E non c’è da stupirsi, visto che uno dei loro colpi più eclatanti riguardava l’attore George Clooney.
In molti ricordano come a smascherare il raggiro sia stata proprio Striscia la notizia in tempi ancora non sospetti, nel 2006.
Di loro ci eravamo iniziati a occupare infatti per un raggiro che riguardava degli orologi, ma la vicenda si è poi estesa al mondo dell’abbigliamento coinvolgendo persino il divo di Hollywood.
Abbiamo pensato quindi di riepilogare insieme l’intera vicenda passo per passo.

Il nostro primo servizio è datato 27 novembre 2006, con un Max Laudadio in versione postino di C’è Striscia per te.
L’inviato si era occupato in quella circostanza di una truffa online che coinvolgeva numerosi acquirenti di un sito internet che vendeva modelli di orologi Rolex Replica a prezzi vantaggiosissimi. Peccato che al momento della consegna, i clienti si vedessero recapitare a casa solo un pacco contenente un chilo di sale.
Laudadio aveva scoperto che dietro ai domini dei siti c’era Vanja Goffi, già nota alle cronache per una presunta love story con George Clooney. Quando si era recato presso la sua abitazione per avere spiegazioni, il nostro inviato era stato aggredito dal suo complice, Francesco Galdelli, l’uomo che insieme alla Goffi è stato appena arrestato in Thailandia.

Iniziava così la lunga inchiesta di Striscia, che nel 2006 dedicava altri tre servizi alla vicenda. Già, perché una volta scoperchiato il vaso di Pandora, le segnalazioni sembravano non fermarsi più.
In una intervista rilasciata a Laudadio, la stessa Goffi ammetteva il raggiro, sostenendo che l’idea fosse nata dopo essere stata raggirata lei per prima in quel modo. Galdelli invece faceva allusioni circa una relazione tra Vanja e Clooney, sostenendo di aver addirittura trattato, per conto dell’attore, l’acquisto di una casa sul lago destinata alla donna. Ad avallare il suo racconto pure un documento che sembrava confermare la compravendita.
La replica dei legali della star hollywoodiana però non si era fatta attendere. Proprio alla redazione di Striscia era stata mandata una lettera in cui il divo dichiarava di non conoscere “per nessun motivo personale e/o di affari il suddetto Francesco Galdelli” e che la procura che quest’ultimo ci aveva mostrato era “falsa nell’intestazione, nel contenuto e nella firma”. Da lì la promessa di una denuncia a carico dei due venditori per l’utilizzo illecito della sua immagine. E siamo solo a dicembre 2006.

Quello che Clooney non avrebbe potuto immaginare è che quasi un anno e mezzo dopo la coppia avrebbe fatto anche di peggio.
Nel 2008, infatti, la vicenda assumeva i contorni dei migliori feuilleton, quando su diversi media (tra cui anche Magazine, inserto del Corriere della Sera) compariva la notizia del debutto di Clooney nella moda con una sua griffe. Si trattava anche in questo caso di una bufala e dietro l’abuso c’era nuovamente Vanja Goffi. Laudadio, tramite un suo gancio, l’aveva addirittura pizzicata a organizzare la sfilata per il lancio della linea di abbigliamento, mentre il suo socio, che si spacciava come general manager, millantava di aver sentito spesso l’attore e confermava la data della sfilata per il 20 aprile.
Laudadio era riuscito a dissipare ogni dubbio, intervistando direttamente George Clooney a Milano. L’attore negava di conoscere Vanja Goffi e di aver a che fare con la linea di abbigliamento a suo nome. Non solo: in quell’occasione negava anche di conoscere l’avvocato Carlo Taormina. E qui la vicenda si complicava e prendeva una leggera deviazione. Il nome del noto legale era saltato fuori perché a Striscia erano arrivati dei documenti firmati dall’avvocato Taormina in qualità di rappresentante di Clooney. Solo in seguito all’insistenza di Max Laudadio di ricevere spiegazioni, era emersa una denuncia contro ignoti da parte del legale per la falsificazione della lettera contenente il mandato ricevuto da Clooney.
Ma indovinate chi era il difensore poi di Vanja Goffi al processo per la truffa dei Rolex Replica? Proprio Carlo Taormina.

Ma torniamo alla vicenda del marchio di abbigliamento GC, perché in un altro dei nostri servizi era la Guardia di Finanza a mostrare i capi lanciati illegalmente sul mercato sfruttando il nome dell’attore e a raccontare come nell’abitazione di Vanja Goffi fossero stati rinvenuti non solo 25 abiti, ma anche un centinaio di orologi contraffatti.
Nel 2009 prendeva il via il processo che avrebbe avuto tra i testimoni anche George Clooney e che nel 2011 avrebbe visto condannata in primo grado Vanja Goffi a tre anni e dieci mesi di reclusione per aver sfruttato senza alcuna autorizzazione il nome dell’attore.

La latitanza della coppia è finita a Pattaya, nota località balneare thailandese, dopo un'operazione portata a termine da una squadra speciale della Crime Suppression Division della Royal Thai Police e dell'Interpol di Roma, coordinata dall'Esperto per la Sicurezza della Direzione Centrale della Polizia Criminale, e in collaborazione con il Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano.