Rassegna stampa

Gazzetta dello Sport

Ricci fa l'orrendo: «Uffa Baglioni, troppo botulino»

II papà di Striscia la notizia ne ha per tutti. Tornano alla conduzione Ficarra e Picone

Antonio Ricci sa come far parlare di sé e di Striscia la notizia. E conosce le proprie qualità. «Cosa so far meglio? Rompere le scatole. Vedo arrivare la preda e mi lecco i baffi da 30 metri». Sentitelo su Claudio Baglioni, per esempio: «Non lo sopporto, da sempre. Sembra un bugnato fiorentino con tutto quel botulino. Era il 68, la protesta, Guccini, De Andrè, e ti arriva questo che canta passerotto non andare via. Piaceva ai fasci, ai La Russa, ai Gasparri. All'epoca gli avrei tirato una molotov». Roba da fare andare di traverso i paccheri con le sarde (sublimi) serviti da Filippo La Mantia all'incontro per il ritorno di Ficarra e Picone alla conduzione. Dal prossimo lunedì (fino all'estate) e per la 14ª stagione consecutiva. Ci sarebbero le premesse per una settimana di fucilate su Sanremo, ma non sarà così, sia perché «il festival ha perso quel bel carattere torbido di una volta», sia perché «credo che Baglioni non sia un disonesto. È solo un melassone». Sia perché - aggiungiamo noi perfidi - conduce la Hunziker che ha appena lasciato Striscia la notizia (suo in coppia con Gerry Scotti il record di ascolto stagionale). Al debutto di Ficarra e Picone, d'altronde, mancherà anche la spinta dello sberleffo politico, causa par condicio. «Ci siamo abituati, succede ogni anno - scherza Picone - Anzi, stavolta Mattarella, siciliano come noi, ci ha telefonato per concordare la data delle elezioni: "Vi va bene se si vota il 4 marzo?"». Ricci fa rima con l'amico Grillo: «L'ho sentito una settimana fa. Dice da anni che deve mollare il Movimento, ma credo che stare nel mucchio gli piaccia troppo». E non risparmia Insinna: «So di essere orrendo, poi lo vedo dalla Berlinguer e mi sento un figo». Ficarra e Picone, invece, fanno rima con cinema. Il loro film, L'ora legale, è stato il più visto del 2017, accarezzano l'idea di una serie tv e ricordano l'esperienza ne Le Rane, l'estate scorsa al teatro greco di Siracusa: «Il pubblico si è divertito. Se Aristofane fosse vivo oggi farebbe un programma in prima serata». Una specie di Striscia, insomma, di 2600 anni fa.
 
(La Gazzetta dello Sport/Massimo Arcidiacono, 2 febbraio 2018)