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La fake news del Gabibbo in Cassazione

Oggi leggiamo con sorpresa su alcuni organi di stampa ricostruzioni fantasiose e per nulla aderenti alla realtà della sentenza emessa dalla prima sezione civile della Corte Suprema di Cassazione a proposito del ricorso presentato da Ralph Carey in merito alla “paternità” del Gabibbo.
Come si evince chiaramente dalla lettura della sentenza, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso principale di Ralph Carey, escludendo, il plagio e la contraffazione. Dopo 16 anni e sei gradi di giudizi, la Corte di Cassazione ha nuovamente confermato l’esclusione di qualsiasi plagio e contraffazione respingendo il ricorso di Carey, autore del bozzetto da cui sarebbe stato tratto il Big Red, mascotte di una squadra di basket della Western Kentucky University.
L’ordinanza ben spiega come il Gabibbo sia un’opera originale e creativa di Antonio Ricci. La Cassazione ha espresso un mero giudizio di legittimità e di rinvio alla Corte di appello di Milano per ogni decisione nel merito. Affermare quindi che il Gabibbo costituisce un plagio del Big Red è falso e diffamatorio. L’ufficio legale di Mediaset ha dunque ricevuto ampio mandato per tutelare, in qualsiasi sede, il buon nome del Gabibbo, di Antonio Ricci e di Striscia la notizia.
La Cassazione, infatti, ha soltanto rinviato parte del giudizio alla Corte di appello di Milano perché sia riesaminata l’ipotesi di una mera ispirazione tratta dal Big Red per la creazione del Gabibbo.
Le sentenze sono atti pubblici e andrebbero lette prima di scrivere qualsiasi articolo. Se qualcuno avesse difficoltà a procurarsi la sentenza della prima sezione civile della Corte di Cassazione, saremo lieti di fornirgli copia.