Rassegna stampa

Grazia

La danza mi ha salvata

Ha vissuto un amore difficile, che l'ha plagiata e ferita. Ma Shaila Gatta, l'altra velina di Striscia, è riuscita a liberarsene grazie alla sua determinazione. La stessa che l'ha portata al provino che le ha cambiato la vita.

Ha 21 anni, è cresciuta a Secondigliano, periferia di Napoli, con un nome che in sanscrito significa Maria.
«L'ho scoperto a 7 anni: l'ha detto un signore indiano a mia mamma».
Sorride Shaila Gatta, 21 anni, mentre racconta che quel nome gliel'ha dato la sorella maggiore Jessica, rubandolo a una ballerina di Non è la Rai. Anche Shaila è una ballerina, oggi. Di un genere speciale, però: è una velina.
 
Esistono ancora i pregiudizi sul suo mestiere? Che dice del binomio velina-calciatore?
«Io e Mikaela siamo due veline strane, dei calciatori non sappiamo neanche i nomi. Io al massimo conosco quelli del Napoli. E poi, rispetto alle colleghe di una volta, siamo più preparate».
 
Lei in effetti per avere 21 anni ha in curriculum Amici e molti altri programmi tv.
«Sì, ho iniziato a 16 anni. La strada è ancora lunga. Spesso mi lamento di non essere e di non fare abbastanza».
 
Quale traguardo sogna?
«Vorrei avvicinarmi un minimo a quello che sono state le ballerine Heather Parisi e Lorella Cuccarini. Oggi non c'è più la figura della primadonna che ballava con dietro corpi di ballo immensi. Ora la tv dà spazio ad altro. Ci sono un po' più di stupidaggini, diciamo».
 
Lei come si impegna contro le stupidaggini?
«Con la curiosità. Che sia imparare tutto sulle unghie o produrre i cosmetici naturali a casa».
 
A marzo chi voterà?
«Non lo dico. Purtroppo, il nostro Paese è come la tv. C’è ignoranza ovunque. E razzismo, anche tra noi, mica solo verso gli stranieri. Sui napoletani, per esempio».
 
Anche lei ne è stata vittima?
«Certo. Quando hanno dato l'annuncio di me e Mikaela veline, su Instagram, uno dei primi commenti è stato: “L'africana e la napoletana; perché non prendiamo italiane?”. E anche quando vivevo a Roma, certe signore mi trattavano male appena sentivano l'accento».
 
Che cosa faceva a Roma?
«Studiavo danza e frequentavo il liceo linguistico da privatista. Lavoravo per mantenermi: i miei, anche se non erano d'accordo, mi hanno sempre aiutata. A Roma ho capito che a un certo punto devi fare i conti con quello che puoi o non puoi fare».
 
Cioè?
«La danza classica. Quando ti accorgi del talento degli altri, capisci che strada prendere, e cambi corso di studi».
 
O finisci ad Amici?
«Anche! Avevo 17 anni. Mi infiltravo a tutte le audizioni anche se non potevo, perché ero minorenne. Tentai per uno spettacolo teatrale di Luciano Cannito, gli piacqui e mi suggerì il provino di Amici. Sono riuscita a entrare qualche mese dopo avere compiuto 18 anni. Ero tosta, a volte troppo».
 
Sembra più grande della sua età.
«A volte mi sembra di avere 12 anni, altri 27, molti più di quelli che ho. Sono cresciuta in fretta. Anche per via di un amore sbagliato e psicologicamente violento».
 
Lo racconta?
«Ero fragile, avevo problemi in famiglia, e un fidanzato ballerino che della mia debolezza ha approfittato. Mi ha plagiata, ha preso il controllo della mia vita. I primi due anni sembrava normale, poi è impazzito».
 
Cioè?
«Diceva che io valevo zero, che lavoravo solo grazie a lui. Mi rubava i soldi dal portafoglio. Mi ha fatto il regalo di anniversario con 200 euro, miei, che infatti non trovavo più. Mi umiliava. Mi diceva che non mi sapevo vestire, e sceglieva lui gli abiti. Diceva che ero brutta. Una notte, era Natale, sono rimasta sotto il suo palazzo alle 3 di notte: ero andata a casa dai miei, ero tornata per stare con lui, ma non mi ha fatta entrare. Anche quando non ero più innamorata, non riuscivo a uscirne».
 
E come ha fatto?
«Un lavoro in Toscana, a Montecatini: prima di partire gli dissi che non ero più felice. Non mi sono fatta più sentire. E poi ho conosciuto il mio attuale fidanzato».
 
Che è...?
«Jonathan Gerlo. Un ballerino. È molto maturo, con lui mi sento una bambina. Sto vivendo tutto quello che ho perso nella mia adolescenza. È non me ne importa niente se non è ricco e famoso, l'amore è altro».
 
(Grazia/Fiamma Sanò, 7 febbraio 2018)