Rassegna stampa

IlGiorno.it - Ferrari sul parcheggio disabili, la difesa: "Non ero sul posto riservato" La versione dell’imprenditore 59enne Guido Malagutti

Milano- Non chiede scusa Guido Raffaello Malagutti. Anzi, sostiene di essere stato aggredito dal papà del bambino disabile che invece lo accusa di avergli dato una manata in faccia per allontanarlo. Caso Montenapoleone, ecco la versione dell’imprenditore 59enne, intercettato dai microfoni della trasmissione tv «Striscia la notizia» davanti ai capannoni della sua azienda nell’hinterland: «Non è vero che ho parcheggiato la Ferrari sul posto per portatori di handicap – afferma Malagutti –. Semplicemente, il muso della macchina entrava nella zona di scaricamento della carrozzina».

Il racconto, suffragato secondo l’uomo da una foto scattata quel sabato pomeriggio, prosegue così: «A un certo punto, è arrivato un Mercedes, che ha posteggiato in retromarcia». Malagutti, che era in macchina in quel momento, afferma di aver detto al padre del bimbo di 7 anni: «Se si fa più avanti, mi sposto». Per tutta risposta, l’interlocutore avrebbe replicato: «Tu non dovevi parcheggiare qua». Poi, sempre stando alle parole del 59enne, sarebbe stato il papà del disabile a dirigersi minaccioso verso di lui: «Si è girato di scatto, non sapevo che reazione potesse avere: sono rimasto sconcertato e ho messo le mani avanti per difendermi». Una versione, inutile sottolinearlo, diametralmente opposta a quella riferita in denuncia dal padre del ragazzino. «Ora tutto è in mano alle autorità, che valuteranno le responsabilità», chiosa Malagutti. Che dal canto suo ha controquerelato colui che l’ha accusato di averlo prima insultato («Io me ne frego di te e della polizia») e poi aggredito davanti al figlio. Adesso la parola passa all’autorità giudiziaria e agli investigatori dell’Ufficio prevenzione generale, che hanno acquisito le immagini di una telecamera installata in Montenapo che avrebbe ripreso le fasi della discussione. Vedremo se avrà ragione il padre del bambino o il 59enne che dice di essere finito «nel tritacarne mediatico».

Milanese cresciuto in zona Dergano, nel 2014 Malagutti si è trasferito in Svizzera; lì dove sono state fondate di recente, tra Lugano e Chiasso, quattro società anonime intestate a moglie e figli. Senza dimenticare la creazione di un’altra società in Lussemburgo (una sorta di cassaforte all’interno della quale sono confluiti tutti gli immobili di famiglia) e le due sotto la giurisdizione delle Isole Vergini britanniche comparse anche nel fascicolo riservato «Panama Papers». Patente italiana sospesa a tempo indeterminato, Malagutti risulta avere precedenti di polizia per minacce, lesioni, percosse e oltraggio a pubblico ufficiale.
(ilGiorno.it/Redazione Milano, 26 settembre 2017)