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Calcio: Chievo e Cesena deferite per plusvalenze fittizie. Striscia è stata la prima trasmissione televisiva a denunciare la pratica

Striscia la notizia è stata la prima trasmissione televisiva a denunciare a livello nazionale l’escamotage delle plusvalenze fittizie adottato dai club calcistici Chievo e Cesena. L’inchiesta dell’inviato Moreno Morello è andata in onda per la prima volta il 5 febbraio 2018 ed è andata avanti per altre 6 puntate (6 febbraio, 7 febbraio, 16 febbraio, 26 febbraio, 9 aprile e 23 aprile). Nei servizi trasmessi sono state raccolte molte testimonianze di calciatori e dirigenti di società calcistiche e della Figc, fino ad arrivare a Giovanni Malagò (presidente del Coni e commissario straordinario Lega serie A), che ai microfoni del Tg satirico di Antonio Ricci ha detto: «Bravi, perché evidenziate queste situazioni. Ritrovarsi da un giorno all'altro in un'altra società e non giocare mai, senza che nessuno ti dica niente, non è una bella cosa. Evitiamo di fare queste cose, perché viste da fuori non sono belle». Del caso si è occupato anche Calciomercato.com.

Oggi, riporta l’Ansa, «la Procura federale della Figc ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Luca Campedelli e Giorgio Lugaresi, rispettivamente presidenti del cda di Chievo e Cesena, per plusvalenze fittizie. Lo rende noto un comunicato in cui si spiega che i due dirigenti sono stati deferiti "per aver sottoscritto le variazioni di tesseramento di alcuni calciatori indicando un corrispettivo superiore al reale e per aver contabilizzato nei bilanci plusvalenze fittizie e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo dalle norme che regolano i bilanci delle società di capitali, condotte finalizzate a far apparire un patrimonio netto superiore a quello esistente alla fine di ciascun esercizio e ciascun semestre così da ottenere la licenza e l'iscrizione al campionato delle stagioni 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale"».

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